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dolore cranio facciale

IL DOLORE CRANIO-FACCIALE:

Iter Diagnostico e Terapeutico nel trattamento delle patologie del sistema stomatognatico.

Da oltre trent’anni mi occupo della salute del sistema stomatognatico e in particolare della diagnosi e della cura dei problemi dell'articolazione temporo-mandibolare e delle sindromi miofasciali direttamente o indirettamente a essa correlate.
Tale branca dell’odontoiatria si chiama GNATOLOGIA NEUROMUSCOLARE che si distingue dalla gnatologia classica in quanto utilizza delle apparecchiature computerizzate

e la neurostimolazione con la TENS per la diagnosi e la terapia.
Le disfunzioni cranio-mandibolari possono causare CEFALEA, dolori cervicali, dolori facciali, dolori all’orecchio, blocchi della mandibola, disfagia, vertigini etc.
Nei pazienti disfunzionali può essere presente anche il BRUXISMO sia nella sua forma dinamica (digrignamento) che in quella statica (serramento)
Dr Henri Didier
patia disfunzionale
COSA RIFERISCE IL PAZIENTE
Qualche esempio di quello che mi raccontano i pazienti, quando viene loro richiesta l’anamnesi:
“sono già 3/4 anni che quando apro la bocca sento degli scricchiolii qua nell’orecchio e talvolta anche dolore. Sono stata dall’otorino più volte che però non ha trovato nulla di patologico a carico dell’orecchio”.
Oppure:
“Da cinque o sei mesi sento un fischio tremendo
nell’orecchio sinistro. Ho fatto visite dall’otorino, dal neurologo, dall’angiologo ma niente, tutto è normale.. Questo fischio mi perseguita notte e giorno e si accentua specie se parlo o mastico”
O ancora:
“Dottore, mia figlia soffre di mal di testa specie al mattino al risveglio; Talvolta è così forte che le impedisce di andare a scuola e non sopporta la luce e il rumore”
questo è un elenco di sintomi che con più o meno frequenza si presentano dal paziente disfunzionale:
  • rumori e dolori all'atm
  • DIFFICOLTÀ E/O DOLORI AI MOVIMENTI DI APERTURA E CHIUSURA DELLA BOCCA
  • SPASMI MUSCOLARI
  • LIMITAZIONI FUNZIONALI (TRIADE CHE HA CARATTERIZZATO LA SINDROME DI COSTEN)
  • SINTOMI PIU ASPECIFICI:
    • CEFALEA
    • CERVICALGIA
    • DOLORI AL VISO
    • SENZAZIONI DI ORECCHIO TAPPATO
    • ACUFENI
    • DOLORI COLLO/SPALLE/SCHIENA
    • PROBLEMI POSTURALI LOMBALGIA
    • VERTIGINI

CHE FARE?

Alcune volte, i disturbi descritti, possono derivare da problematiche occlusali, per esempio da un mal posizionamento della mandibola: quest’ultima è collegata al cranio con legamenti e muscoli, che si comportano un po’ come degli elastici.
Mandibola, muscoli e legamenti formano nell’insieme una struttura, che si chiama sistema stomatognatico, i componenti del quale, perché il sistema funzioni, debbono lavorare in modo sinergico, cioè insieme. Se i muscoli lavorano male, possono diventare essi stessi sede di dolore o trasmetterlo a strutture muscolari più lontane.
Quindi, affinchè questo non avvenga dobbiamo cercare di ottenere una posizione di riposo mandibolare, nella quale i muscoli siano perfettamente rilassati e bilanciati. Ciò si può ottenere non con i farmaci, ma con l’utilizzo della TENS (acronimo di Transcutaneus Electrical Neuro Stimulation): sono piccoli stimoli elettrici ottenuti con un neurostimolatore a batteria. Una volta ottenuta la fisiologica posizione di riposo mandibolare, la dobbiamo mantenere nel tempo e questo è possibile con la costruzione direttamente in bocca al paziente di un apparecchio in resina trasparente chiamato ortotico.
L’ortotico , che non è un bite, proprio per il suo minimo ingombro, può essere tranquillamente portato 20/22 ore al giorno: il dispositivo o device non impaccia nel parlare, praticamente non si vede e permette al paziente di provare la nuova posizione mandibolare senza che il dentista debba modificare i denti e così da valutare l’andamento dei propri disturbi, cioè se e quanto migliorano o eventualmente peggiorano..
Questo fatto e cioè quello di non ”toccare” i denti fino a che paziente e operatore non siano ben sicuri del risultato ottenuto con l’ortotico rappresenta un grande vantaggio terapeutico. Ciò significa che a volte si arriva a modificare i denti (con un trattamento ortodontico, conservativo o protesico) solo nel momento in cui si è certi di essere arrivati al risultato auspicato.
Quando si fa una visita cardiologica, se si vogliono dei dati più approfonditi si utilizza per esempio un elettrocardiogramma. E così anche per il nostro paziente disfunzionale si devono utilizzare degli strumenti elettronici, (Kinesiografo ed elettromiografico) per

misurare in modo scientifico e preciso, quello che i nostri occhi possono vedere o le nostre dita percepire, vale a dire le deviazioni mandibolari e le asimmetrie muscolari. L’esame è assolutamente non invasivo e indolore. L’esame kinesiografico ed EMG (elettromiografico) prevede tre fasi:

  • nella prima, il paziente viene fatto sedere e gli vengono applicati dei cerottini (elettrodi) sui muscoli da monitorare che poi vengono collegati con dei cavetti a un computer. Si invita quindi il paziente ad aprire la bocca serrare i denti e di fare dei movimenti per misurare la situazione basale in cui si è presentato in quel momento.

  • Nella seconda fase, s’inducono 45 minuti di rilassamento con la TENS e nel frattempo il paziente può leggere una rivista, un libro, il cellulare, senza però parlare.
  • Terminata questa fase, si rifà l’esame e si valuta se le differenze dei dati ottenuti prima e dopo la TENS sono significative oppure no. Se tale differenza è significativa, questa verrà corretta con l’applicazione dell’apparecchio ortotico assieme a consigli comportamentali e come correggere le abitudini viziate (bruxismo, dormire proni, masticare gomme). Se le differenze sono minime consiglierò al paziente di modificare le sue abitudini comportamentali e migliorare la gestione dello stress o lo invierò presso altri specialisti spiegando che, dal nostro punto di vista ,i sintomi lamentati probabilmente non provengono da problematiche occlusali (discendenti) ma ad esempio da problematiche posturali o altro (ascendenti).
Il messaggio conclusivo di tutto questo è che, il poter provare prima su un “simulatore di masticazione” che è l’ortotico le eventuali modifiche occlusali che forse si applicheranno in futuro ai denti, rappresenta un grosso vantaggio sia in termini economici, medico legali ma soprattutto nel raggiungimento risultati attesi.
Da un’analisi di 400 pazienti a cui è stato dato un questionario da compilare è emerso che il serramento dei denti tra loro rappresenta la frequenza maggiore pari al 54,75 %.
ricerca su questionari compilati da 400 pazienti
Parafunzioni/Abitudini viziate %
Serramento 219 54,75
Dormire proni 203 50,75
Masticare chewing gum a lungo 174 43,5
Bruxismo 142 35,5
Parlare a lungo 138 34,5
Mordersi le unghie 92 23
Nessuna parafunzione 27 6,75

I RISULTATI

Migliore produttività sul posto di lavoro e minore compromissione delle attività di tipo domestico, familiare e di svago.
Risultati clinici soddisfacenti possono essere
essere raggiunti attraverso l’utilizzo combinato dell’ortotico con l’educazione comportamentale del paziente al fine di eliminare abitudini viziate e parafunzioni (bruxismo, serramento dei denti etc).
risultati clinici
La parafunzione che sembra avere maggiori ripercussioni sembra essere
il serramento dei denti
. Tale abitudine, spesso inconsapevole da parte del
paziente, può venire perpetrata per numerose ore al giorno, come molti paziento stessi confessano. É più frequente in persone sottoposte a
stress eccessivo
conclusioni
Educazione del paziente, per renderlo consapevole di quanto alcuni comportamenti possano essere dannosi. Le patologie
disfunzionale sono frequentemente di delicata gestione una volta cronicizzate e mettono in seria difficoltà anche il clinico più esperto.
pubblicazioni henri didier
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